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Acquisto immobiliare3 min di lettura

Caparra confirmatoria

La somma versata al preliminare a conferma dell'impegno e come garanzia. Cosa significa, le differenze con caparra penitenziale e acconto, cosa accade in caso di inadempimento e perché conta quando compri casa.

di Redazione CasaCheckAI

La caparra confirmatoria è la somma che una parte versa all'altra al momento del compromesso, a conferma della serietà dell'impegno e come garanzia in caso di inadempimento. La regola la fissa l'articolo 1385 del Codice civile. Non è un semplice anticipo: è uno strumento che dà alla parte fedele un rimedio immediato se l'altra non rispetta gli accordi.

A cosa serve

Quando si firma il preliminare, chi compra di solito consegna una somma a chi vende. Quella somma ha una doppia funzione: conferma la volontà di concludere l'affare e, se qualcosa va storto, funziona da garanzia. Se il contratto va a buon fine, la caparra si imputa al prezzo, cioè si scala da quanto resta da pagare al rogito, oppure viene restituita.

È quindi un meccanismo che lega le parti: chi ha già versato una caparra rilevante ha un forte interesse ad arrivare al rogito, e chi l'ha ricevuta sa che tirarsi indietro ha un costo preciso.

Cosa accade in caso di inadempimento

È qui che la caparra confirmatoria mostra la sua forza. L'articolo 1385 prevede due conseguenze, a seconda di chi non rispetta gli accordi:

  • Se è inadempiente chi ha versato la caparra, l'altra parte può recedere dal contratto e trattenere la somma.
  • Se è inadempiente chi ha ricevuto la caparra, chi l'ha versata può recedere e pretendere il doppio di quanto dato.

In entrambi i casi si tratta di un rimedio rapido, che non richiede di dimostrare l'entità del danno. In alternativa, la parte fedele può scegliere di non recedere e chiedere invece l'esecuzione del contratto o il risarcimento secondo le regole ordinarie.

Caparra confirmatoria, penitenziale e acconto

Le tre figure si confondono spesso, ma producono effetti molto diversi. La differenza si gioca sulla funzione della somma, non solo sul nome scritto nel contratto.

TipoFunzioneSe l'affare salta
Caparra confirmatoriaConferma l'impegno e garantisceSi trattiene o si restituisce il doppio
Caparra penitenzialePrezzo del recesso (art. 1386)Chi recede perde la caparra o restituisce il doppio
AccontoSemplice anticipo sul prezzoVa restituito, senza raddoppio

L'acconto è il meno protettivo: in caso di problemi torna indietro e basta. La caparra penitenziale non punisce un inadempimento ma è il costo concordato per esercitare un diritto di recesso. La caparra confirmatoria è quella che dà più tutela alla parte fedele. Per questo è importante che il preliminare qualifichi con chiarezza cosa si sta versando.

Perché conta quando compri casa

La caparra confirmatoria mette in gioco cifre rilevanti già al preliminare, molto prima del rogito.

Il momento giusto per controllare la regolarità della casa è prima del preliminare, non dopo. I controlli da fare in questa fase sono spiegati nell'articolo preliminare di compravendita: i controlli. Arrivare al compromesso con i documenti già verificati è il modo migliore per non mettere a rischio una caparra consistente.

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Domande frequenti

Cos'è la caparra confirmatoria?
La caparra confirmatoria è la somma che una parte versa all'altra al momento del preliminare, a conferma della serietà dell'impegno e come garanzia in caso di inadempimento. È disciplinata dall'articolo 1385 del Codice civile. Se il contratto va a buon fine, la caparra si imputa al prezzo o viene restituita; se una parte non adempie, l'altra può trattenerla o pretenderne il doppio.
Qual è la differenza tra caparra confirmatoria e acconto?
L'acconto è un semplice anticipo sul prezzo, senza la funzione di garanzia della caparra: in caso di problemi va restituito, senza il meccanismo del raddoppio. La caparra confirmatoria, invece, serve a rafforzare l'impegno e dà alla parte fedele un rimedio immediato in caso di inadempimento dell'altra. Il nome usato nel contratto conta, ma vale la funzione concreta che le parti hanno voluto dare alla somma.
Cosa succede alla caparra confirmatoria se l'affare salta?
Dipende da chi è inadempiente. Se è inadempiente chi ha versato la caparra, l'altra parte può recedere e trattenere la somma. Se è inadempiente chi l'ha ricevuta, chi l'ha versata può recedere e pretendere il doppio di quanto dato. In alternativa, la parte fedele può non recedere e chiedere l'esecuzione del contratto o il risarcimento secondo le regole ordinarie.
Caparra confirmatoria e penitenziale sono la stessa cosa?
No. La caparra confirmatoria garantisce l'adempimento e dà alla parte fedele il diritto di trattenere la somma o di pretenderne il doppio in caso di inadempimento. La caparra penitenziale, prevista dall'articolo 1386 del Codice civile, è invece il prezzo del recesso: chi recede perde la caparra o restituisce il doppio, ma il recesso è un diritto, non un inadempimento. Vanno distinte perché producono conseguenze diverse.
Quanto si versa di solito come caparra confirmatoria?
La legge non fissa un importo: lo concordano le parti nel preliminare. Nella pratica si tratta spesso di una percentuale del prezzo, una cifra comunque rilevante che si versa già alla firma del compromesso. Proprio perché si tratta di somme importanti, prima di versare la caparra conviene aver verificato i documenti dell'immobile.
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Fonti

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